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Via ai nuovi incentivi auto: su quali modelli scatta lo sconto

Il governo sta pensando di introdurre nuovi incentivi auto. Dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, le indiscrezioni parlano di circa un miliardo di euro da destinare al settore dell’automotive sotto forma di sconti per l’acquisto. Sarebbe il decreto sul caro energia a contenere i dettagli della misura. C’è ancora da chiarire, però, quali auto potranno beneficiare degli aiuti messi in campo. Secondo il Corriere della Sera, il governo si starebbe muovendo nella direzione di incentivare l’acquisto di auto prodotte in Italia e poco inquinanti. La proposta sul tavolo prevede che circa 750 milioni di euro vadano alle macchine a basse emissioni (0-60 grammi di Co2 per ogni chilometro) mentre i rimanenti 250 milioni a quelle con emissioni comprese tra 61 e 135 grammi per chilometro. In totale si tratta di una cifra di poco superiore a quella stanziata l’anno scorso, 927 milioni. Cifra che, però, non accontenta l’associazione dei componentisti, l’Anfia, che pretende maggiore continuità nelle misura. Già a dicembre, infatti, Anfia aveva chiesto al governo un assegno da tre miliardi di incentivi auto in tre anni.


I modelli con gli sconti

Tuttavia, è difficile dire con certezza quali auto potrebbero beneficiare degli sconti allo studio dell’esecutivo. L’unica sicurezza è che le auto con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km di Co2 sono soltanto quelle elettriche: le Tesla, la Dacia duster, la Renault Zoe e la 500 elettrica prodotta in Italia da Stellantis. Nell’intervallo 21-60 g/km di Co2, invece, ci sono le vetture chiamate plug in hybrid, dotate sia del motore a scoppio che della presa per essere caricate con l’elettricità. L’autonomia è piuttosto limitata: 50-60 chilometri. Le plug in hybrid prodotte in Italia, per la precisione a Melfi, sono la Renegade e la Compass, entrambe del gruppo Stellantis. Nell’ultimo range di emissioni previsto per godere degli incentivi, quello tra 61 e 135 g/km, ci sono le auto full o mild hybrid. A differenza delle plug in, queste macchine non possono essere caricate dalla colonnina: è il motore endotermico a caricare la batteria in fase di frenata. Un’esempio è la Panda ibrida prodotta a Pomigliano d’Arco. L’autonomia viaggiando in elettrico è ancora più bassa: 10-15 chilometri in media. Potrebbero rientrare nel range previsto per gli incentivi auto, però, anche molte auto a diesel, a metano e a benzina.


I rischi per il settore

Tuttavia, gli sconti ai consumatori potrebbero non essere sufficienti a sostenere un settore in seria difficoltà come quello dell’automotive. “È urgentissimo infatti agire anche sull’offerta” sottolinea il presidente di Federmeccanica Federico Visentin. Il timore delle imprese è che il governo si limiti agli incentivi, tralasciando invece il problema dei rincari delle materie prime e l’aumento della bolletta energetica. In tal caso, riprende Visentin, “non potremmo che rinnovare la richiesta di un incontro”. Inoltre c’è il tema della riconversione di tutto il comparto, necessaria per centrare gli obiettivi climatici. La transizione green è, infatti, costosa. “Con i sindacati abbiamo condiviso una prospettiva. A questo punto un confronto non rituale con il governo potrebbe essere utile al settore e al Paese” conclude Visentin.

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