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Bologna, troppe udienze in un giorno. Il giudice: «Sette minuti a processo»

Va bene il processo breve ma cos un po’ troppo. La battuta che in queste ore circola tra gli avvocati non ha niente a che vedere con l’annoso tema della ragionevole durata del processo, a cui da tempo l’Europa ci chiede di adeguarci. Riguarda piuttosto una comunicazione inviata gioved all’Ordine degli avvocati dal giudice della seconda sezione penale Mazzino Barbensi, e poi divulgata a tutti gli iscritti, che ora agita le toghe bolognesi.

Settante processi in un giorno

Il punto che ci sono troppi processi fissati luned in Tribunale, quasi settanta nella stessa mattinata, e dunque non potranno essere dedicati pi di sette minuti per ognuno, ha messo in chiaro il giudice, costretto a gestire un numero considerevole di procedimenti e le inevitabili code polemiche. L’obiettivo naturalmente non quello di limitare il diritto della difesa ma di evitare agli avvocati e alle parti di aspettare inutilmente per ore il proprio turno, come peraltro accade spesso in Tribunale quando i ruoli sono ingolfati e i legali sono costretti a lunghe attese all’addiaccio, visto che in via D’Azeglio c’ solo una piccola sala d’attesa loro destinata. Ora per quell’indicazione temporale cos rigorosa sta facendo discutere gli ambienti forensi, divisi tra chi apprezza per lo meno l’intenzione del provvedimento e chi invece ritiene che segni il de profundis del mestiere.

Serve scaglionare gli orari

Scrivo questa mia in relazione al fatto che per la mia udienza penale di luned prossimo la Procura ha fissato per citazione diretta quasi 70 processi, diversi alle ore 9 e tanti di pi alle 11 — scrive nella comunicazione il giudice Barbensi — Poich occorre chiaramente scaglionare gli orari, ho rideterminato quelli di ciascun processo per evitare agli avvocati lunghe e inutili attese. Inoltre il numero dei processi costringe a dedicare non pi di 7 minuti al massimo a processo, in quanto gi dedicandone 10 occorrerebbero 700 minuti complessivi il che equivale a 11 ore circa e ci non possibile. Nella comunicazione si chiede agli avvocati di verificare venerd sul sito del Tribunale l’orario scaglionato dei processi cos ciascuno sapr l’orario del proprio e potr organizzarsi. Infine si esortano le toghe a limitare la trattazione dei processi a quelle questioni che consentano di non oltrepassare il limite dei sette minuti a processo. In caso contrario, par di capire, verranno rinviati ad altra data.

Ruolo stracarico

Il tema non nuovo, molto spesso i ruoli del monocratico sono stracarichi per via dell’arretrato da smaltire, per il numero consistente di nuovi processi in entrata e per le croniche carenze di organico di giudici e cancellieri, aggravate dall’impatto del Covid. Si tratta di processi a citazione diretta, che cio non prevedono il passaggio dall’udienza preliminare e per i quali la Procura ne chiede la fissazione. il vero collo di bottiglia del Tribunale, e anche questa non una novit. Parliamo dei cosiddetti reati minori, puniti con una pena non superiore a quattro anni o con una multa: guida senza patente, contravvenzioni ma anche risse, furti e lesioni personali stradali. Sono udienze filtro, di smistamento, che si concludono sempre con un rinvio per iniziare pi avanti il processo vero e proprio, ma nelle quali va comunque verificata la correttezza delle notifiche agli imputati, si affrontano le questioni preliminari, che nella mail si esorta a contenere, c’ la richiesta e l’ammissione delle prove e spesso la costituzione di parte civile.

Rassegnazione

La posizione degli avvocati non monolitica. C’ chi ormai rassegnato e chi invece ritiene la questione molto seria: Il giudice Barbieri stato mosso da uno spirito di collaborazione per evitare che luned gli avvocati debbano aspettare a lungo. Certo, il dato dei sette minuti allarma, perch non si pu pensare a una standardizzazione dei processi, che non sono tutti uguali. Ma non una novit — rileva la presidente dell’Ordine degli avvocati Elisabetta d’Errico —. Anche oggi (gioved, ndr) c’erano 60 processi a ruolo. Il problema a monte, i ruoli non possono essere cos carichi, vanno rimodulati. Conosciamo bene la situazione dell’arretrato e della grande mole di processi in entrata dalla Procura. Il presidente Caruso ci ha assicurato che presto le cose cambieranno. Anche l’avvocato Roberto D’Errico, presidente della Camera penale, loda il tentativo del giudice di scaglionare i processi con l’indicazione di un orario preciso ma rifiuta l’idea del minutaggio. Equivale a dire che i processi sono tutti uguali. La questione dei sette minuti non accettabile, offensiva e contraria alle dinamiche processuali. Raccogliamo l’invito a contenere le questioni preliminari ma va trovata una mediazione. Confidiamo, come ci stato detto, che la dinamica ormai in fase di esaurimento.

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11 febbraio 2022 (modifica il 11 febbraio 2022 | 07:20)

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